Ludovico il Moro

Ludovico Maria Sforza detto il Moro (Milano, 3 agosto 1452 – Loches, 27 maggio 1508) è stato duca di Bari dal 1479, reggente del Ducato di Milano dal 1480 al 1494 affiancando il nipote Gian Galeazzo Maria Sforza . Durante il suo governo, Milano conobbe il pieno rinascimento e la sua corte divenne una delle più splendide del nord Italia. Patrono di Leonardo da Vinci e di altri artisti di rilievo della sua epoca, è noto soprattutto per aver commissionato l’Ultima Cena a Leonardo.

Riguardo al soprannome di “Moro” che si guadagnò da subito, esistono differenti interpretazioni:

secondo Alessandro Visconti, nella sua Storia di Milano, ebbe questo soprannome dall’introduzione a sua opera nelle campagne lombarde del gelso, pianta che viene chiamata localmente moròn, termine dialettale derivato direttamente dal latino morus[3] (teoria oggi ritenuta la più plausibile).
forse a causa della carnagione scura e dei capelli neri, come visibile in molti suoi ritratti.[4] secondo alcuni si sarebbe chiamato Ludovico Mauro Sforza.[5] secondo Benedetto Varchi, come sostenuto nella sua “Storia Fiorentina”, il soprannome deriverebbe dalla sua impresa privata, raffigurante un moro che spazzola la veste d’una nobildonna, con il motto “Per Italia nettar d’ogni bruttura”.

Pur essendo stato gravemente malato sui cinque anni, Ludovico si riprese e crebbe senza ulteriori problemi di salute. Pur nella condizione di figlio ultrogenito (senza quindi la speranza immediata di ereditare il trono paterno), la madre Bianca lo destinò a istruirsi di una vasta cultura all’insegna dello spirito rinascimentale, soprattutto nel campo delle lettere classiche. Sotto la tutela dell’umanista Francesco Filelfo, Ludovico ricevette pertanto lezioni di pittura, scultura e lettere, oltre che venire istruito nelle questioni di governo e amministrazione. A soli sette anni, a Mantova, accolse con la madre e i fratelli papa Pio II in visita alla città, facendo la propria prima uscita pubblica in un’occasione ufficiale.

Versato anche nelle materie militari, il 2 giugno 1464 ricevette dal padre Francesco il comando di un corpo composto di 1000 fanti e 2000 cavalieri. Era molto appassionato anche di caccia.